È la complessità. Sono le zone grigie morali ad essere interessanti, no? I film prodotti negli ultimi mesi da Hollywood sembrano riflettere sull’impossibilità dell’uomo di dominare un mondo caotico a partire dalle sue scelte. Da un lato Oppenheimer, in cui un workaholic non riesce a rendersi conto delle conseguenze delle proprie scoperte, dall’altro The Killer, in cui un nuovo Patrick Bateman pian...
L’ennesimo capolavoro di Scorsese. Martin Scorsese, su un sito di cinema come questo, non necessita certo di presentazioni. Si tratta però del caso raro di un autore venuto dopo la tradizione del cinema classico che, pur essendone un prosecutore, non vi rientra. Tutti i parallelismi che si possono o vogliono fare con un qualsiasi Howard Hawks o Samuel Fuller, vengono a cadere se si guarda l’...
Il fenomeno Barbie. L’altro film che ha avuto negli ultimi mesi un successo di pubblico paragonabile a Barbie è Super Mario Bros. Entrambi sono due prodotti fondamentali all’interno dell’infanzia di chi ha almeno 20 anni. Sul film animato, l’analisi del suo successo si può esaurire qui, per Barbie andrebbero messe in campo competenze da sociologo che i critici over 50 non hanno (per dire, il bomba...
Il fallimento di un autore. Come si sono evoluti gli autori affermatisi col genere horror il decennio scorso? Alcuni hanno continuato l’esplorazione delle proprie tematiche, solo con budget più alti (Jordan Peele, Robert Eggers), altri, tolta l’impalcatura del genere in senso stretto, hanno sfruttato la possibilità di una produzione costosa per battere nuove strade (David Robert Mitchell con Under...
Davanti a un film con una sceneggiatura e un’interpretazione da parte della protagonista che sembrano generate da un AI, il critico non sa da che parte stare. Faceva ben sperare, visto che il tema dell’identità qui aveva premesse interessanti, ma il film si risolve in un pallido McGuffin per proporci la solita psicologia da salotto della ragazza con sindrome abbandonica: in special mod...
Una commedia radicata nell’attualità. Stroncato senza pietà da Positif, questo film è invece nella Top 10 dell’anno per i Cahiers: il vero scandalo non è il titolo italiano (scandaloso al massimo per il termine democristiano passeggiatrice al posto di prostituta, salvo poi ritrovarsi ad assistere a un cunnilingus a 8 minuti dall’inizio), ma che, della lista dei Cahiers, chissà qu...
Il noir milanese con Pierfrancesco Favino. La città di Milano è forse la vera protagonista di L’ultima notte di Amore, un noir perlopiù notturno, nonostante gli attori siano tutti eccellenti. I titoli di testa compaiono su droni che inquadrano delle autostrade, chiara metafora non solo di urbanità, ma anche della strada da seguire, nel senso di scelta che devia a ogni tappa di un percorso, p...
Mario Martone è probabilmente il regista contemporaneo più indicato per un tributo a Massimo Troisi, essendo interessato, come dimostrano i suoi ultimi film di finzione, a rileggere episodi del passato di Napoli per renderli noti al pubblico. La provenienza geografica e la vicinanza anagrafica costituiscono solo un punto di partenza, per come intreccia un’analisi critica da video-saggio e l’abband...
Il parossismo del cinema di Park Chan-wook. L’undicesimo film da regista di Park Chan-wook sembra essere stato ben accolto un po’ ovunque. Dopo la deludente parentesi statunitense (Stoker), il suo nome è sinonimo di incassi sicuri in patria e consenso critico al di fuori. Da noi la sua notorietà è legata principalmente a Oldboy, il cult orientale per antonomasia del ventunesimo secolo, e si ...
Come in una fiaba. A giudicare dai giudizi in rete, chi aveva amato Martin Eden è rimasto deluso dal secondo lungometraggio di finzione di Pietro Marcello. L’attore di richiamo (lì Luca Marinelli, qui Louis Garrel) compare dopo troppo tempo e rimane per poco, lì tutto era spiegato qui alluso, mentre la fiaba ha preso il posto dell’agit-prop, raffreddando l’immedesimazione dello s...
Un nuovo adattamento da Simenon. La Nouvelle Vague non ha mai amato Simenon. Se si eccettua Chabrol, solo due dei suoi padri spirituali si sono confrontati con un suo romanzo, Renoir e Melville, e per Godard solo grazie all’adattamento del primo lo scrittore belga assumeva una statura pari a quella di Balzac. Per il resto è stato abbondantemente corteggiato dal cinéma de papa (da Decoin a Delannoy...
In memoria di Godard. Ho iniziato ad amare il cinema dopo aver visto Il maschio e la femmina (1966), perché lo aveva elogiato Lee Ranaldo dei Sonic Youth. La scoperta che l’intreccio non contava nulla e il vero motivo di interesse erano le riflessioni e i pensieri dei personaggi sull’attualità, la politica e le ragazze, girando con un’urgenza e una pochezza di mezzi rara nei film che ci passa il c...
Il controverso nuovo film del maestro Cronenberg. Il nuovo Crimes è il primo film ad essere diretto e scritto da Cronenberg senza basarsi sul lavoro di un autore pre-esistente dai tempi di eXistenZ (1999), che a sua volta era il primo film di questo tipo da Videodrome (1983), nota Kim Newman sull’ultimo numero di Sight & Sound. Il che ha perfettamente senso se si pensa che, dal punto di vista ...
Come si deve rapportare la critica a un film come Men? Se ha l’ambizione di spiegarne i simbolismi, ha già provveduto IMDB con le sue trivia sui tarassachi e il significato delle maschere, e il resto lo aggiungeranno podcast e interviste col regista. Da un altro versante, essendo il film divisivo come pochi altri, probabilmente lo scopo sarà quello di attirare la simpatia dello spettatore, vuoi de...
X non è altro che uno slasher manierista. Lo si può apprezzare solo se si sta al gioco di un’opera consapevole che ha poco da aggiungere al genere, con l’ambizione di un solido intrattenimento da serie B. L’assenza di novità è segnalata dal florilegio di citazioni presenti, e le più ovvie vengono dal compianto Tobe Hooper (l’ambientazione e il van da Non aprite quella porta, la minaccia del coccod...
Altro mistero dei titolisti italiani: le parolacce non sono un tabù se associate a film comici o leggeri, considerando che nel 2017 uscirono Fottute! (in originale Snatched, che non è una parolaccia) e Addio fottuti musi verdi. Se il film ha invece qualche ambizione si opta per un titolo didascalico come Generazione Low Cost, mentre l’originale è Rien à foutre (Non me ne frega un cazzo). Non...
Quando si guarda un film come Storia di mia moglie, viene il rimpianto di non aver letto prima il romanzo da cui è tratto (nobilitato in Italia dal catalogo Adelphi) che sembra avere una profondità e uno scavo psicologico assenti nelle immagini. Qui cominciano i primi problemi: se la coproduzione europea permette un buon budget e un cast internazionale di tutto rispetto, d’altra parte amplif...
Il nuovo film di un regista di culto. 40 milioni di budget e flop ai botteghini, nonostante il tentativo di risfruttarlo dopo le tre candidature agli Oscar, per l’ultimo film di un regista che gode di un culto smisurato tra i cinefili rendendolo praticamente un intoccabile, miracolato più dei suoi maestri, come mostra l’accoglienza critica unanimamente positiva sia in patria che qui in...
Il piccolo grande film di un autore indipendente. Alla conferenza stampa svoltasi nell’ultimo festival di Cannes, la moderatrice chiede al cast e al regista di Red Rocket il perché dell’ambientazione nel Kansas. Dopo alcuni secondi di smarrimento, questi ultimi fanno presente che il film è girato in Texas. Seguono risate generali e scuse per il lapsus. Questo aneddoto mi sembra rivelar...
In La terra dell’abbastanza i primi piani erano funzionali a sottolineare l’isolamento dei due protagonisti rispetto al mondo che li circondava, spesso uno sfondo perennemente fuori fuoco; in Favolacce, la voce over di Max Tortora sigillava una storia apparentemente acronica ambientata durante un’estate a Spinaceto. Questi elementi ritornano nel terzo lungometraggio dei D’I...
Il controverso ultimo film di Wes Anderson. Nel suo ultimo film, come mai aveva fatto in passato, Wes Anderson amplia il respiro narrativo, rifacendosi alle vertigini tra vero e falso radicate nella narrativa americana legata al post-modernismo, da John Dos Passos a Thomas Pynchon. Dal primo prende la divisione in capitoli che serve ad unire stili di prosa diversi (in questo caso, ogni storia è le...
Un Bildungsroman stratificato e sentito. Sorrentino non ha mai amato descrivere la contemporaneità, sforzandosi di trovare in essa della poesia e finendo poi per piangere una verginità di sentimenti ormai perduta: rifugiandosi nell’ostentazione del cafonal (La grande bellezza), nell’aforisma da quarta di copertina fine a sé stesso (Youth) o confrontandosi con figure in vario modo emble...
Un’opera profondamente personale di un’autrice ritrovata. Il potere del cane è tratto dall’omonimo romanzo dell’elusivo Thomas Savage, pubblicato nel 1967 e appartenente a un filone western che andava oltre i classici per eliminare la retorica epicizzante. Fondamentale in questa tendenza fu Walter Van Tilburg Clark, dai cui romanzi sono stati tratti Alba Fatale (1943) e La ...
Fedele alla propria dichiarazione che Stray Dogs è stato il suo ultimo lungometraggio narrativo, Tsai negli ultimi anni ha dato vita a una produzione estremamente variegata più vicina al museo che alla sala cinematografica. Days non fa eccezione soprattutto se se ne conosce la genesi: è nato come il montaggio di diverse riprese anche distanti diversi anni l’una dall’altra fatte ai due ...
Il nuovo capitolo della saga di Michael Myers. La scommessa di un altro reboot della saga di Halloween (dopo i due di Rob Zombie) si è rivelata vincente dal momento che il progetto alle spalle prevede una trilogia. La critica che si potrebbe rivolgere a questo secondo capitolo è di essere solo preparatorio a un epico scontro finale rimandato al terzo ma qui, per evitare spoiler, non ne parleremo. ...
Una band fuori dagli schemi. Trattandosi di un genere dai costi produttivi ridotti e dal pubblico sicuro, in questi anni si stanno producendo parecchi Rockumentary. Spesso non hanno grandi specificità filmiche, con un montaggio figlio di MTV in cui una clip musicale serve solo come contrappunto a svariate interviste in primo piano (“talking heads” nel linguaggio anglofono), e non a cas...
Una sfida ai limiti della messa in scena. È difficile trattare un film come il terzo lungometraggio di Frammartino, un cineasta decisamente alieno nel panorama italiano e non solo. Il rifiuto della parola, la totale fedeltà al rapporto suono/immagine (col grande Renato Berta come direttore della fotografia), i tempi dilatati e dosati per garantire la piena immersività al pubblico verso ciò che si ...
Pur di non deludere gli spettatori, i film dell’ultima stagione sembrano voler a tutti i costi cercare soluzioni stravaganti per evitare il già visto e ribadire la grandezza del cinema rispetto alle serie TV, conquistatesi un territorio che un tempo era del B-movie. Dal regista del bel Antonia. (dalla distribuzione quasi invisibile) non ci aspettavamo di certo un film d’azione, ma più ...
Pig Vs. Mandibules. Gli audiovisivi sanno spesso intercettare il modo in cui le persone interagiscono con le nuove ideologie meglio di qualunque altro media. E’ interessante notare, sui database che raggruppano i pareri del pubblico più o meno cinefilo, che anche in filmetti come Andrei Rublev e Apocalypse Now, la morte reale di un animale può sancire una stroncatura irrevocabile. E a farne ...
Il capolavoro di Wong Kar-wai. Esaminando tutta l’opera di Wong, possiamo vedere che vi è un trauma spostato e camuffato, nostalgia, vagabondaggio e dilemma intimamente legati all’identità di Hong Kong, e riflessi nell’azione stranamente statica di un film che unisce il tumulto del cambiamento in un’attesa intrappolata. (1) Il passato è qualcosa che egli può vedere m...
L’Orso d’Oro è un controverso film dalla Romania. Su grande schermo, del prolifico Radu Jude (10 film solo negli ultimi 10 anni, escludendo una manciata di corti) non si è praticamente visto nulla (1), e solo chi l’ha seguito come ha potuto, potrà rendersi conto che Bad Luck Banging or Loony Porn, è praticamente un punto d’arrivo nella sua filmografia, in cui tutte le tende...
Dopo che su Netflix a fine luglio è uscito il suo ultimo film (The Hater), di Jan Komasa la Wanted ha cercato di distribuire in sala il precedente Corpus Christi (passato al Festival di Venezia). L’attuale situazione ha fatto sì che il film resti ancora inedito in Italia dato l’esiguo numero di sale che l’hanno potuto proiettare. Speriamo in una visibilità più ampia: pur non dice...
Anche se dobbiamo fare i salti mortali per poter vedere l’ultimo Sion Sono, per fortuna possiamo consolarci con l’ultimo film teorico della grande Sofia Coppola. C’è New York, l’amore, il (probabile) tradimento, la routine che logora i sentimenti e una protagonista-fan dei Beastie Boys e di Bernie Sanders. Senza dimenticare che On the rocks instaura una sottile e ricercata ...
Il remake del classicissimo di Hitchcock. Schizofrenia televisiva: non solo guardiamo ciò che non è buono (non ben fatto), ma lo vediamo meglio che al cinema (il montaggio per esempio), e addirittura preferiamo vedere un film fatto male piuttosto che uno ben fatto. O piuttosto: il concetto di “ben fatto” e “mal fatto” non sono rilevanti in TV. O il film ha una tale forz...
Per lo spettatore italiano, la commedia francese è un mondo a sé stante: ne ha una conoscenza frammentaria e su di essa coesistono diversi orizzonti d’attesa che vanno a soddisfare ognuno una determinata fascia di pubblico. Al suo interno esiste un filone le cui origini potrebbero risalire a Bertrand Blier e che trova la sua massima espressione odierna in Quentin Dupieux, nei film del quale ...
Sto pensando di finirla qui, tratto dall’omonimo romanzo di Iain Reid, è essenzialmente una commedia. Il terzo film da regista di Charlie Kaufman si fa beffe sia della corrente americana indie del mumblecore sia degli sproloqui anticinematografici della serialità televisiva, e non è un caso sia uscito su Netflix. Dopo aver trattato del tema della perdita dell’ispirazione da parte dell&...
Tra struttura da videogioco e film d’autore. Molte sale in Italia sono ancora chiuse, e il secondo lungometraggio di Bi Gan è uscito solamente in 6 cinema, rendendo complicato qualsiasi pronostico su un eventuale apprezzamento del pubblico e destinandolo al fallimento economico (in un mese come agosto, poi), forse sperando in uno sfruttamento di seconda visione. Del resto, è un oggetto che è...
Conflitti senza soluzione. Dopo il mini-documentario iniziale, nella seconda sequenza di Da 5 Bloods assistiamo a un dj set in cui sono presenti due elementi rivelatori. Spike Lee fa ballare le sue comparse sulle note di Got to Give It Up di Marvin Gaye, analogamente a quanto faceva in una memorabile sequenza di Summer of Sam: e lì eravamo nella New York del ’77, a 2 anni dalla fine della gu...
La lezione della Nuova Hollywood. Non è un caso che tra i produttori esecutivi di Uncut Gems ci sia Martin Scorsese, che già in passato aveva sostenuto il passaggio di alcuni autori dall’indie ai film con alto budget: da Spike Lee (Clockers) a John McNaughton (Mad Dog and Glory) fino a Ben Wheatley (Free Fire). La sceneggiatura era nel cassetto già da una decina d’anni, e oggi si ha la...
Gioco di specchi di grande maturità stilistica. Ritratto della giovane in fiamme tenta una costruzione in abisso: non è solo il titolo del film che stiamo guardando, ma anche il quadro al centro della narrazione che ha come soggetto il personaggio-vettore della vicenda narrata. Questo gioco di specchi autorizza a leggere i tre elementi che appunto si rispecchiano in un rapporto unidimensionale: di...
A giudicare dai trailer in sala, tra le narrazioni che sembrano avere più successo ci sono quelle che vedono al centro persone di mezza età le quali, armate di coraggio, prima o poi ce la fanno a dare un ordine alla propria vita: e gli spettatori, tra lacrime e grandi emozioni, tornano a casa rasserenati. Un tipo di cinema consolatorio, usa e getta, vittima del piccolo schermo pre-Netflix. Adattan...
Dopo l’apprendistato alla corte di un giovane Tarantino, Roger Avary si è imposto tra i tanti irregolari sbocciati nel cinema americano degli anni 90. Non c’è un suo culto autoriale, l’appassionato scopre i suoi (due) film tramite il passaparola o facendo zapping e ne rimane affascinato, spesso dimenticando poi il nome del regista. Eppure a lui si deve un film di genere niente ma...
Haiti e un collegio parigino. Due ambientazioni completamente antitetiche, tre piani temporali tenuti in piedi con un montaggio alternato e gli indimenticabili volti di Fanny (Louise Labeque) e Mélissa (Wislanda Louimat), nonché svariati richiami cinefili: da Ho camminato con uno zombi a Suspiria, con uno spunto che ricorda Cannibal Ferox (l’avrà visto Bonello? Tocca chiederglielo). Per parl...
Il bell’esordio di Paul Dano alla regia. La distribuzione italiana continua ad ignorare interessanti zone del cinema americano, ad esempio gli esordi di alcuni attori dietro la macchina da presa (penso a film come Mid90s o Eighth Grade; mentre i due film di Brady Corbet sono stati distribuiti in grave ritardo): che è una categoria certamente generica ma nella quale rientra anche Paul Dano co...
Anche se gli autori sottolineano che proviene da una graphic novel, 5 è il numero perfetto va collocato nel nascente filone dei cinefumetti italiani (Lo chiamavano Jeeg Robot, Copperman, Dolceroma e altri), e molti cinefili vedono in esso una rinascita del genere “come si faceva una volta”. Il paratesto, infatti, vorrebbe rifarsi a quell’immaginario, se si pensa all’ambient...
La storia sognata. Come altri prima di lui (Di Costanzo, Gaudino, Fasulo), era inevitabile che Pietro Marcello approdasse al cinema di finzione tout court: ma, come spesso accade in questi itinerari, Martin Eden ci sembra porsi più come un punto di arrivo, una maturità attraverso una narrazione ad ampio respiro, che come un cambio di registro, perché tale non è. Il metodo usato, infatti, è lo stes...
Che necessità c’è di un “treatment” romantico? La vita reale è troppo romantica, troppo piena di fantasmi. (G.W. Pabst, citazione da Close Up, dicembre 1927) Salvatore Piscicelli, un tempo, non faceva mistero della propria ascendenza fassbinderiana, contaminata in vari modi (dall’innesto con la sceneggiata napoletana, nel capolavoro Immacolata e Concetta, al metateatro in R...
La prima parte di Serenity non fa di certo presagire un capolavoro, nonostante si voglia rifare a un immaginario noir classico (l’ambientazione portuale come in Mildred Pierce, la Hathaway bionda e con un piano simile alla Stanwyck di La fiamma del peccato). Cominciano a venire dei dubbi, quando Diane Lane e Anne Hathaway consumano i loro amplessi vestite come accadeva in un qualsiasi medioc...
Dopo tanti film di vario livello sulla malavita a Roma, era inevitabile che il filone venisse declinato in chiave comica, come succedeva in passato all’esaurirsi di un genere (si pensi ai Trinità, ai Milian/Er Monnezza, eccetera). Tirabassi, coadiuvato dall’intelligente sceneggiatore di Boris (Mattia Torre), maneggia bene il materiale, sceglie i comprimari giusti (impagabile il cameo d...
Selfie potrebbe essere visto quasi come un piccolo doppio speculare di La paranza dei bambini. In questo periodo in cui abbondano i prodotti audiovisivi sui lati oscuri (e non) di Napoli, Ferrente ha un’idea giusta e originale su come cercare di entrare dentro le vite dei ragazzi che questa realtà la vivono mentre, allo stesso tempo, le sopravvivono tenendosene fuori. L’ossessione cont...
Le prove di una compagnia di ballo che degenerano per un’involontaria assunzione di droga si offrono come spaccato dell’attuale società parigina: da cui la scritta sarcastica che quello che state vedendo è un film fieramente francese. Grazie a trovate simili, presenti in tutti i suoi film, Gaspar Noé vanta molti più fan di un Lee Chang-dong, facendosi forte di un cinema esclusivamente ...
Renato De Maria ha sempre sviluppato le sue narrazioni a partire dal passato per riflettere sul presente (Paz!, La Prima Linea, La vita oscena) ben prima di Italian Gangsters: non si può, quindi, ridurre Lo Spietato, tratto da un libro sul superpentito ndranghetista Saverio Morabito, a un giocattolo citazionista. Lo è solo esteriormente, perché c’è uno stile che tiene conto di Romanzo Crimin...
Una firma non è, spesso, sinonimo di garanzia: in questo caso è difficile trovare un tratto che ci faccia intuire la mano di Jean-Claude Carrière, sceneggiatore di tutti i film di Buñuel (da Il diario di una cameriera in poi), di La cagna di Ferreri o di piccoli film di genere da riscoprire (come Miss Muerte di Jess Franco). Non basta tirare in ballo la dissacrazione del mondo borghese, non è solo...
È il film più chiacchierato del momento, sia perché è una produzione Netflix sia perché era inevitabile che l’interattività arrivasse alle immagini in movimento con persone reali: già sperimentato nell’industria del porno, ma amici gamer mi informano che già nel 2002 un Metal Gear prevedeva come plot twist la ribellione di Solid Snake alle scelte del giocatore, e lo stesso avviene in q...
La conferma di un autore. L’eterno assente dalle recensioni cinematografiche è spesso, assurdamente, il pubblico, a dimostrazione di come ormai la critica (più che il cinema), non dialoghi con quest’ultimo. Si prenda un regista come De Angelis: Indivisibili fu trattato con un certo imbarazzo, eppure le recensioni scritte dagli utenti sui vari siti di cinema sono positive; mentre Il viz...
Il western a episodi dei fratelli Coen. Pare che La ballata di Buster Scruggs in origine dovesse essere una serie televisiva; di questa rimane, di fatto, la forma episodica e ad oggi è il film più lungo dei fratelli Coen. Ed è proprio sulla serialità che i Coen vogliono riflettere in questo ultimo lungometraggio, fedeli a un percorso cinematografico che celebra la morte dei generi e delle grandi n...
Non esiste cinematografia più duplice di quella americana. Tutti i suoi grandi autori, e anche i meno grandi, possono essere letti in più di una direzione. Sembra dicano una verità e ne intendono un’altra. (*) Uno dei grandi squilibri della critica cinematografica italiana attuale è il suo continuo oscillare nel confronto o tra film di generi bassi (il trash ormai non più reputato tale, dato...
Vedere un film come Blackkklansman in Italia mette in campo una serie di problemi di tipo culturale. La retrodatazione della vicenda (ambientato nel ’72, ma i fatti si svolsero nel ’79) permette a Spike Lee di tirare in ballo, in un dialogo, il cinema cosiddetto blaxploitation per sottolineare quanto fosse poco apprezzato dalle Pantere Nere (1), per via di una stereotipizzazione machis...
Il film Palma d’oro a Cannes. Con Un affare di famiglia, Palma d’oro al Festival di Cannes, Hirokazu Kore-eda torna ad affrontare la dimensione intima che salda i legami di un gruppo familiare. Questa scelta è resa, dal punto di vista narrativo, escludendo innanzitutto dalla diegesi qualsiasi riferimento cronotopico. Siamo probabilmente nel presente, ma non c’è nessun elemento sp...
E’ da tempo che i teorici dell’immagine si interrogano sulla bassa fedeltà e il suo rapporto coi media: se prima era patrimonio esclusivo delle gallerie d’arte, all’inizio del nostro secolo c’è stata l’esplosione degli horror girati in POV (costi ristrettissimi e incassi eccezionali) e, come sempre, le pratiche basse preparano il terreno al cinema alto (difatti,...
Presentato a febbraio al Festival di Berlino, La terra dell’abbastanza viene distribuito, da noi, solo a giugno: chi lo andrà a vedere? nonostante una buona accoglienza da parte della critica, forse pochi, ed è un vero peccato. Perché l’esordio dei fratelli D’Innocenzo sa bilanciare da un lato lo sguardo sulla criminalità nella periferia romana, collocandosi in un proficuo filone...
Dogman e Lazzaro Felice, ambedue in concorso a Cannes, vantano una coproduzione europea, in entrambi i casi molto significativa: sia per la scelta del personaggio principale, coraggiosa perché insolita per le abitudini dell’identificazione spettatoriale, sia perché i due film segnano un punto di arrivo nella filmografia dei registi che, aiutati da un budget alto, possono ambire a portare a t...
Un autore che rimane coerente con il suo cinema. Non ci interessa, ai fini di questa recensione, stabilire quanto Dogman sia attinente alla vera storia del Canaro e quanto ci sia di finzione: non è la prima volta che Garrone parte da un evento di cronaca come base di un suo film. Lo fa sempre creando (secondo l’accezione teorizzata da Edoardo Bruno) un mondo surreale, perché oggettivizza la ...
La filmografia di Ozon è sintomatica di cosa significhi essere autore alla fine della cosiddetta era postmoderna: vampirizzare autori del passato per costruirsi una riconoscibilità basata sull’uso di determinati segni e tematiche pre-esistenti. A titolo esemplificativo, si può notare come Ozon attinga dal Gotha degli autori (più o meno) rivalutati dalla nuova cinefilia, quelli che spesso il ...
Un film di pieni e di vuoti: e di cinema nel senso più nobile. Inutile insisterci tanto, Claire Denis è un nome noto solo ai cinefili festivalieri e, sia detto a malincuore, solo loro ne giovano. Ragioniamo sul paratesto del suo ultimo film che a questo proposito è abbastanza ingannevole: cerca di instaurare un’impossibile comunicazione con un pubblico borghese over 50 (sul manifesto campegg...
Eva contro Eva meets Personal Shopper. Così si potrebbe riassumere l’ultimo film di Roman Polanski, da un romanzo del genere auto-fiction scritto da Delphine de Vigan: anche se nell’ambito di un discorso strettamente autoriale sembra un’opera più legata al suo sceneggiatore Olivier Assayas. Non facilita la riuscita dell’opera il fatto di affrontare un tema già sviscerato in...
Non la solita commedia americana. Dopo lo sfortunato e poco visto Nights and Weekends, l’attrice Greta Gerwig è tornata alla regia con Lady Bird, candidato a ben 5 Oscar e oggetto di uno stupefacente consenso unanime in Patria: la stessa sorte avrà, probabilmente, in Italia. Forse perché non è la solita commedia americana come la intendiamo (greve, scurrile) e ambisce a parlare ad una fetta ...
Ogni generazione ha il regista-freak che si merita (da Tanio Boccia a Ed Wood), solo che oggi certe opere rimangono nella memoria collettiva “più del film che ha vinto l’Oscar dieci anni fa”. Fa uno strano effetto scoprire che gli stessi sceneggiatori di Colpa delle stelle e Città di carta, nonché un regista che ha sempre cercato quarti di nobiltà in Steinbeck, McCarthy e Faulkne...
Nel segno di John Sayles. “Un regista che ogni volta incontriamo a sorpresa e non ci ha mai veramente deluso”, così, alla fine del secolo scorso, Lorenzo Pellizzari scriveva di John Sayles. Una frase che rende bene l’eclettismo e la sua (quasi) inafferrabilità autoriale, prima dell’oblio al quale è stato destinato negli ultimi 15 anni: tutti sembrano averlo dimenticato, i s...
L’evasione, il Fato e il ritorno alla realtà. Può risultare un’esperienza rischiosa quella di portare a vedere l’ultimo film di Woody Allen il vostro amico cinefilo. Dentro ci può vedere di tutto, dai melodrammi della Hollywood classica fino ad alcuni richiami all’interno dell’opera del suo autore (come sempre). Altre storie, simili a quelle che la Winslet ama leggere...
Raggiunta la maturità, negli ultimi anni Richard Gere sembra scegliere esclusivamente progetti cinematografici a basso profilo, per aiutare registi sfortunati (è il caso di La Frode) o indipendenti (Gli invisibili). Nel primo film statunitense dell’israeliano Joseph Cedar (autore di Beaufort e Footnote, inediti in Italia) interpreta Norman Oppenheimer, personaggio inafferrabile eppure ben de...
Se l’ultimo film di Noah Baumbach ci restituisce un regista fedele al suo passato e ai suoi temi portanti, il discorso è diverso per l’ultima opera di Ben Wheatley. Mette i brividi pensare che Free Fire sia diretto dallo stesso regista di Kill List, comunque non il primo caso di normalizzazione da parte degli Studios dell’indipendente sbarcato a Hollywood (produttore esecutivo Ma...
Ogni regista elevato al rango di “autore” instaura un preciso orizzonte di attesa all’uscita di ogni suo nuovo film. Superamento all’interno dei propri temi consolidati o arretramento? Ci troviamo di fronte a casi antitetici con questo film di Noah Baumbach e l’ultimo di Ben Wheatley, Free Fire. The Meyerowitz Stories (New and Selected), opera ultima di Baumbach uscit...
All’interno dell’ultima stagione cinematografica è evidente la vitalità di un cinema ben localizzato come quello napoletano. Un’industria all’interno del nostro paese che declina i generi più diversi adatti a fasce di pubblico eterogenee: dai vari film comici, spesso destinati a un consumo regionale (quelli in cui tutto grava sulle spalle dei comici di estrazione televisiva...
Tre gangster progettano di effettuare, una volta usciti di galera, il loro ultimo colpo prima di ritirarsi: ma nulla andrà per il verso giusto. Che Paul Schrader non sia alieno dal fare esperimenti bizzarri lo si sapeva da tempo (qualcuno si ricorda Witch Hunt?). Dopo l’impari The Canyons, il Nostro già non dava buoni segni, e gira questa volta una controparte ironica del serioso e orribile ...
Dalla creazione, nel 1919, alla firma del trattato di Versailles, per narrare, in tre capitoli, della genesi del fascismo e di un delirio di onnipotenza. Alla sua opera prima, Brady Corbet si ispira a John Fowles e a un racconto di Sartre (da cui il film prende il nome), dimostra di possedere una personale cifra stilistica piuttosto eclettica, dirigendo tutt’altro che il solito film midcult ...
Il privato come chiave di lettura del presente. Come in L’avenir di Mia Hansen-Love un docente di filosofia, divorziato ma innamorato di una sua studentessa, e una donna (la figlia, coetanea della sua amante) appena uscita da una lunga relazione. L’amant d’un jour trova il suo epicentro in una frase di Gilles: “La filosofia non è un divorzio dalla vita”. Ma Garrel vuo...
Da un romanzo di Herman Koch, la storia della cena-pretesto di due famiglie, appartenenti a due classi sociali diverse, che devono far di tutto per non far scoppiare lo scandalo intorno ai figli (che hanno ucciso un barbone), viene trasposta sullo schermo per la terza volta (dopo un film olandese e l’italiano I nostri ragazzi). Moverman ha dimostrato in passato di essere uno dei pochi indipe...
Premessa: la seguente recensione è stata scritta a settembre. Avrei voluto rivedere il film per un’analisi più approfondita perché è un opera di rara densità, che non si esaurisce a una sola visione ma ha tantissimo da dire. Ciò non è stato (e probabilmente non sarà) possibile dal momento che è molto dubbio che il film avrà mai una distribuzione in Italia: tocca sperare nel mercato home vide...
La Polonia del 1990 nel segno del cambiamento, dopo la vittoria della democrazia, servirebbe da sfondo e metafora per le storie di quattro donne che vogliono scappare dalla solita routine fredda e asettica. Il giovane regista Tomasz Wasilewski, già etichettato da qualcuno come il Dolan polacco, riesce a fare molto peggio del canadese. Non bastano un’orrida fotografia (truccata al computer) a...
Una legge non scritta della distribuzione italiana prevede l’uscita di qualche film medio-orientale “leggero” (ovvero, midcult) come tappabuchi impegnato-ma-non-troppo (possibilmente diretto da una donna). Le vicende di tre ragazze a Tel Aviv (un’avvocatessa sbandata, una dj lesbica e una timida con il fidanzato fondamentalista) hanno tutte le carte in regola per soddisfare...
A Napoli un uomo anziano simpatizza con i suoi nuovi vicini del Nord (Micaela Ramazzotti e Elio Germano) e tenta di evitare i figli. Forse nella coppia e nei suoi figli sogna la famiglia che vorrebbe (ri)avere. Tratto da un romanzo di Lorenzo Marone, nonostante lungaggini di sceneggiatura e qualche battuta che non avremmo voluto sentire, l’ultimo film di Amelio mette al centro di tutto i sen...
Le certezze e le scelte. L’avenir, senza discriminazioni e con un po’ di approssimazione, è un film che può provenire solo dalla Francia. Le ragioni sono troppe, ma in Italia l’intellettuale non sembra trovar posto al cinema, figuriamoci mettere al centro di un film due coniugi insegnanti di filosofia. In Francia, invece, i produttori non hanno alcuna paura ad investire in opere ...
Il quarantenne Fúsi (Gunnar Jónsson) vive una triste routine divisa tra lavoro, bullismo e hobby infantili. La conoscenza di Sfojn (Ilmur Kristjánsdóttir) incrinerà le sue certezze, lo aiuterà a crescere e a compiere delle scelte, pur non permettendogli di uscire da una solitudine di natura esistenziale. Il quarto film del regista di Nói Albínói è abile nel descrivere l’impossibilità di esse...
Un unico piano sequenza (senza trucchi di montaggio) di 130 minuti ci narra la notte a Berlino della straniera Victoria (Laia Costa) con quattro sconosciuti che non promettono nulla di buono: e infatti la prima parte sembra quasi funzionare, nonostante qualche lungaggine. Ma a un’ora dall’inizio si trasforma in un film di genere ed è sempre più difficile sospendere l’incredulità,...
Quattro carcerati di diversa estrazione sociale escono per 48 ore di galera con un permesso: chi per regolare conti in sospeso, chi per fare i conti col proprio passato, le loro vite prenderanno strade inaspettate. L’opera seconda di Claudio Amendola come regista, da un soggetto di Giancarlo De Cataldo, possiede la giusta empatia verso i suoi personaggi mettendoli al centro della narrazione....
L’omosessuale Paolo (Luca Marinelli) soccorre in discoteca la sbandata Mia (Isabella Ragonese) solo per scoprire che aspetta un bambino da padre ignoto. Seguirà un viaggio solo andata, lungo quanto il film, dal Piemonte al profondo Sud. Da Amelio (Il ladro di Bambini) a Virzì (La pazza gioia), sembra che per narrare grandi temi la miglior scelta sia il road movie, in modo tale da toccare (ne...
Negli anni Dieci dello scorso secolo, Tom Sherbourne (Michael Fassbender) si trasferisce su un’isola in cerca di tranquillità. Si sposa con Isabel (Alicia Vikander) che non riesce a portare a termine due gravidanze. Ma dal mare una barca porta loro un neonato: denunciarlo o accudirlo come proprio? La sceneggiatura firmata dal regista (tratta da un romanzo di M.L. Stedman) suggerisce purtropp...
Barriere racconta la storia di un padre di famiglia, Troy Maxson, nella Pittsburgh degli anni 50: ex giocatore di baseball ora netturbino, in crisi nel rapporto con sua moglie (per via di un adulterio) e con suo figlio, che vorrebbe diventare un giocatore anche lui. Si ritrova l’empatia con gli strati più umili della società (incarnati dal fratello Gabe, mutilato di guerra, e dall’ubri...
Il buon selvaggio che non morde. È stata la stessa Maren Ade, in più interviste, ad aver ammesso che per il personaggio di Toni Erdmann si è ispirata a Andy Kaufman, reso celebre (da noi) da Jim Carrey nel bellissimo Man on the Moon (1999, Milos Forman). Il rivoluzionario comico americano, più che declamando semplici battute, tentava con gesti dal sapore dadaista di combattere il sistema dello sho...
Con un cast all-black, il film narra le tre fasi cruciali della vita di Chiron: infanzia, adolescenza, età adulta. La ricerca di sé stesso da parte del protagonista è il centro intorno al quale si dipanano i molti temi messi in campo, principalmente la droga, il bullismo e l’omosessualità. Cinema nero adulto che sa a chi attribuire le colpe degli eventi mostrati, dandole tanto all’ambi...
“It’s like, 10 years gone with the wind”, “What’s 10 years when you are in love?”. Le battute del dialogo finale di L’occhio del terrore (White of the Eye), girato dieci anni dopo il fantascientifico Demon Seed (Generazione Proteus, 1977), sembrano sintetizzare romanticamente la pratica cinematografica dell’inglese Donald Cammell (solo 4 film in 25 a...
Il martirio e il compromesso. Il cinema di Martin Scorsese è sempre stato intriso di simboli cattolici, fin dal suo esordio Who’s Knocking at My Door? (1967) nel quale il labbro di Harvey Keitel rimaneva scheggiato dopo che questi aveva baciato la croce di Cristo. Abbastanza comprensibile, allora, che il regista italo-americano abbia sempre covato in sé il desiderio di adattare il romanzo di...
Nella provincia francese, il medico generico Jean-Pierre (François Cluzet, che è passato da Chabrol a Quasi Amici) è amato da tutti. Quando scopre di avere una grave malattia, gli viene affiancata la fascinosa Nathalie (Marianne Denicourt). Per gli abitanti del paese avere a che fare con la nuova collega non sarà semplice, ma lei farà di tutto pur di farsi accettare. Cinema tipicamente francese ne...
Clara vive in un complesso condominiale chiamato Aquarius: viene continuamente invitata ad andare via, ma farà di tutto per rimanere. 145 minuti di durata e la divisione in capitoli segnalano un’ambizione romanzesca ma, nonostante gli intenti sinceri, il film gira spesso a vuoto con il suo rischioso tentativo di racchiudere passato e futuro di un intero paese nel ritratto di una donna. Tutto...
L’ennesima sfida del cinema di Amir Naderi. Attraverso la ripetizione spasmodica di un gesto estremo, potremmo sostenere che il tratto unificante del cinema di Amir Naderi è la nevrosi: essendo egli molto più interessato agli elementi naturali, gli uomini agiscono nelle sue opere solo quando devono compiere in loop gesti estremi per raggiungere il loro scopo. Dal bambino sordo che sfascia le...
Prendere o lasciare. “Un film che ha bisogno di essere commentato, non è un buon film.” (Akira Kurosawa) La sequenza iniziale di Knight of Cups vede Christian Bale che vaga in un paesaggio desertico, smarrito, controvento. Dato il regista e, come poi scopriremo, il personaggio, essa non può non richiamare alla mente l’analoga sequenza con Sean Penn nel pre-finale di The Tree of L...
Nicolas Cage, con la media di 4 film all’anno da protagonista, quasi tutti maldestri e interscambiabili, sembra un vero e proprio genere a sé, e ben codificato. Con questo Pay the Ghost non siamo ai livelli deliranti di Left Behind, ma l’avesse diretto Schrader (Il nemico invisibile) per qualcuno magari sarebbe anche un cult. Qui Cage in soli 10 minuti recita Goethe, si veste da cowboy...
Un cinema franco. Non sta a noi sostenere se Io, Daniel Blake quest’anno meritasse o meno la prestigiosa Palma d’oro a Cannes 2016 (dato che molti film in programma non li abbiamo ancora visti né si sa se li vedremo). Si potrà sostenere da parte di chi contesta il premio che alcuni registi erano più meritevoli di altri e che Ken Loach, veterano del cinema inglese con un esordio datato ...
Terza commedia (dopo Nonno Scatenato e Cattivi Vicini 2) per Zac Efron nel solo 2016. Al di là delle (tante) volgarità gratuite, il dato più agghiacciante in questa teen-comedy, è la descrizione delle due co-protagoniste da parte degli sceneggiatori (ovviamente maschi): decerebrate represse le cui uniche battute ruotano intorno al sesso (con notevole insistenza sulla parola “cazzo” e l...
Colossale flop negli Stati Uniti e da noi, la combinazione “thriller + attori (più o meno) noti + ambientazione che ci si aspetta da un regista scandinavo in trasferta”, sembra un modesto tappabuchi. Lester (Anthony Hopkins) e il giovane balbuziente Nate (Alexander Ludwig), nella solita cittadina fredda e rurale piena di anziani, si appassionano alle vicissitudini della bionda Lilian (...
Dopo il grottesco Mozzarella Stories e il noir iperstilizzato Perez., Edoardo De Angelis racconta la storia di Dasy e Viola, due gemelle siamesi sfruttate da chiunque: ma una delle due vede nella loro separazione la rottura da questa condizione genetica-esistenziale. Allegoria efficace della purezza e di una provincia che ormai mercifica tutto ciò che ha perso (dalla fede ai sentimenti) con le tri...
L’evocazione del (cinema del) passato e la sua malinconia. Negli anni 30, il giovane ebreo Bobby Dorfman (Jesse Eisenberg) si trasferisce da New York a Hollywood, in cerca di fortuna, dal momento che suo zio Phil (Steve Carell) è un produttore cinematografico di successo. Si infauterà della sua segretaria Vonnie (Kristen Stewart), ma il loro amore sarà continuamente ostacolato. Alla visione ...
Davis (Jake Gyllenhaal) perde la moglie Julia (Heather Lind) in un incidente d’auto. Tenterà di sublimare la sua repressione in vari modi, dallo sfasciare case allo scrivere lettere all’ufficio reclami di una ditta di distributori automatici. Ma grazie a queste lettere stringerà un’importante amicizia. Un film fatto per non piacere a nessuno. Jean-Marc Vallée si compiace del suo ...
Dentro il cuore nero di un Paese. Se Eliza riuscirà a diplomarsi con una media alta, se ne andrà dalla Romania per studiare in Gran Bretagna. Ma il giorno dell’esame subisce un’aggressione e suo padre, il chirurgo Romeo Aldea, arriva anche a mezzi illeciti per far sì che sua figlia prenda la media del 9. Nel frattempo, anche il matrimonio di Romeo non sembra avere un futuro. Più che il...
L’ossessione e il terrore della normalità. “I wanted to know the exact dimensions of hell. Does this sound simple? Fuck You!” Sonic Youth – The Sprawl 0. Intro Cosa ci è rimasto oggi del cinema degli anni 90? Esclusi i soliti blasonati autori, a guardare le uscite in home video, sembra un periodo della storia del cinema archiviato troppo frettolosamente, forse perché ancora...
Uno degli ultimi Autori del cinema americano. Non so in che misura Oren Moverman sia considerato un autore. I suoi film riscuotono sempre critiche positive, ma al box office si rivelano sempre dei fallimenti. Complice la loro poca commerciabilità: dato che un fan di Bruno Dumont non andrebbe mai al cinema a vedere un film con Richard Gere protagonista, la distribuzione italiana ha pensato bene di ...
Come in Al di là delle montagne, tre anni e tre storie diverse per raccontare un paese che cambia, ma qui c’è una guerra sullo sfondo. I personaggi non sono gli stessi, ma gli attori sì: forse per dirci che i nostri sentimenti sono vittime della Storia che, con i suoi conflitti, la sceneggiatura fa rientrare nelle vite dei protagonisti attraverso dettagli non sempre microscopici. Sole Alto p...