Arrivismo, voglia di rivalsa, allergia alla famiglia, maternità. C’è un po’ di tutto questo nella seconda opera di Giorgia Farina: metà commedia femminista, metà noir, pochi e smarriti risultati. Si ride poco e male e, nonostante il ribaltamento dei ruoli a opera del personaggio interpretato da De Rienzo possa sorprendere lo spettatore già rassegnatosi a un happy end romantico, tutto appare in fin dei conti poco credibile, come l’interpretazione di Micaela Ramazzotti (solitamente brava, ma forse non è ancora riuscita a scrollarsi del tutto di dosso la sua immagine da coatta). Alle donne è affidata la scena, ma riescono ad affermarsi come tali (e nella loro versione più incattivita) solo dopo essere state banalmente sedotte e abbandonate. Un po’ di comprensione spetta solo a coloro che non vivono di assoluti e si arrabattano tra carriera e famiglia, trovando rifugio in una passione, piuttosto barbosa, come quella per i fossili (vedi il personaggio di Giannini), ma tutto ciò non basta. (mc)
HO UCCISO NAPOLEONE
(Regia: Giorgia Farina, 2015, con Micaela Ramazzotti, Libero De Rienzo, Adriano Giannini, Iaia Forte)
